Storia

Le intuizioni di Federico

Le intuizioni di Federico

Federico II di Svevia fu un intellettuale poliedrico che non solo seppe reggere il peso di un vasto Impero, ma soprattutto abbozzò il disegno per la concezione universale e globale del Sapere Umano.

di Francesca Bengiovanni

Il concetto di “cultura generale” o “cultura di base” ci accompagna dall’infanzia, diventando poi la chiave di volta per l’accesso all’Università con la famigerata espressione: “sono richieste delle competenze di base.”

E’ lecito chiedersi a questo punto: cosa comprende la cultura\competenza di base?

Le risposte possono essere molteplici e soprattutto molto diverse, perché se chiediamo a una persona che le scuole dell’obbligo le ha frequentate ottant’anni fa la risposta verterà maggiormente sull’abilità nel saper scrivere o leggere e saper fare le quattro operazioni fondamentali. Mentre, se la domanda viene posta a un ragazzo che ha ricevuto un’istruzione in tempi recenti la risposta inizierà ad essere più complessa: si parla quindi di una conoscenza dell’inglese, una più approfondita della letteratura italiana e della storia, alcune nozioni più complesse per quanto riguarda la matematica, una base di diritto ed economia e via discorrendo.

Ecco, le concezioni ci sembrano diverse perché diversi sono i tempi, ma un comune denominatore esiste: la visione di una conoscenza di base che racchiude più rami del sapere umano.

La strada per arrivare a queste affermazioni è stata tutt’altro che lineare, tant’è che per avere una quasi parità tra tutte le scienze si è dovuto aspettare il Quattrocento con l’Umanesimo. Precursore di tale visione fu Federico II di Svevia, altresì conosciuto come stupor mundi (lo stupore del mondo) che fu re di Sicilia dal 1198 al 1250 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1220 al 1250. Un curriculum degno di nota, lo definiremmo oggi. Le sue imprese sono innumerevoli, ma ciò che spinge tutt’oggi a elevare la sua persona a simbolo di un blog culturale è la rivoluzione intellettuale che vide la luce nella sua corte. Suddetta rivoluzione rese il meridione un vero e proprio melting pot di specialisti in tutte le materie, sfatando quella concezione verticistica dei Saperi quindi  mettendoli tutti sullo stesso piano.

Palermo, ad esempio, assisté al fulgore della sua Scuola Poetico Siciliana proprio negli anni del regno di Federico II. Anche se nei decenni precedenti si attestano già episodi di poesia in un volgare italiano, è solo grazie al “nostro” sovrano e ai suoi funzionari che si arriva alla creazione di una nuova società letteraria. Ma la sua vivacità culturale non si tradusse soltanto in ambito letterario, anzi, Federico mise mano alla riorganizzazione amministrativa del regno siciliano con l’emanazione delle Costituzioni Melfitane (1230). Fu interessato all’apprendimento di molte lingue, infatti è noto che il sovrano conoscesse l’arabo e che non fosse arbitrariamente avverso alla religione Musulmana (motivo per il quale Dante Alighieri gli assegnerà un posto d’onore nell’Inferno tra gli eretici crf. Divina Commedia) come conveniva a un sovrano d’Occidente a quel tempo. Infatti, suo merito è di essere stato il primo ad aver fatto incontrare la cultura araba, quella bizantina e quella latina.

Menzioni speciali per due Istituzioni che tutt’ora assumono un posto di rilievo nella nostra società, fortemente volute e fondate da Federico II: l’Università degli studi di Napoli e la Scuola medica Salernitana.

La prima, intitolata all’imperatore, fu la prima università statale e laica e contribuirono alla sua formazione due noti giuristi napoletani del tempo: Pier delle Vigne (anch’egli citato nella Divina Commedia cfr. ivi.) e Taddeo da Sessa.

La seconda spianò la strada alle scuole di formazione medica, diventando il gioiello della cultura del tempo e simbolo dell’unità tra cultura araba e bizantina dal momento che molti testi studiati furono proprio di matrice orientale.

Egli riuscí a riunire conoscenza, religione, lingua e molte altre cose, e continua tutt’oggi a farlo. Come in una corte, in una piazza dei saperi, Federico II unisce dei ragazzi che hanno fame di sapere e che si fanno dono, reciprocamente, delle loro idee e del loro sapere.

 

Misura, providenzia e meritanza

fanno esser l’uomo sagio e conoscente

e ogni nobiltà bon sen[n]’avanza

e ciascuna ric[c]heza fa prudente.

-Federico II di Svevia 

4 pensieri su “Le intuizioni di Federico

  1. Scorrevole e ben delineato.
    Un plauso a voi giovani che imitando il grande Federico fate della cultura un arte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *